Mantova Palazzo Te: tutte le info utili per la visita

Non si può parlare di Mantova senza parlare dei Gonzaga, la potente famiglia che per quasi 4 secoli ha governato e dominato la città di Mantova e dintorni, facendola diventare ai loro tempi, una delle città italiane più importanti! Essi ne hanno creato l’assetto urbanistico che ancora oggi in alcuni luoghi si ritrova, e splendide costruzioni fra chiese e palazzi, i più importanti dei quali sono il complesso del Palazzo Ducale, e il Palazzo Te; per visitare entrambi mettete in conto quasi una giornata intera visto la vastità dei due complessi, e delle opere all’interno da vedere!

Il Palazzo Te si trova nella parte sud della città di Mantova, a circa 2 km dal Palazzo Ducale. Aperto tutti i giorni, Lunedì 13-19.30, da Martedì a Domenica 9-19.30.Chiusura della biglietteria un’ora prima della chiusura del Palazzo. Costo biglietto 9 euro a persona

Palazzo Te, la Loggia

Palazzo Te, la Loggia

Esso si trovava al tempo dei Gonzaga su una piccola isola denominata Teieto per i tanti tigli (da cui il nome Te), collegata con un ponte alle mura meridionali delle città; da sempre luogo di svago e villeggiatura per i Marchesi, che qui solevano portarci i propri ospiti per le battute di caccia, sino a quando agli inizi del Cinquecento il marito di Isabella d’Este, Francesco II Gonzaga, vi fece costruire delle stalle per i loro amati e rinomati cavalli di razza. Infatti la famiglia Gonzaga, ottenne il potere negli anni, grazie alla loro principale attività di allevatori e addestratori di cavalli. I loro animali erano così belli e tenuti bene, che il loro prezzo cresceva di pari passo alla potenza della famiglia, tanto che venivano acquistati solo da persone di un certo rango o importanza, come i reali delle case regnanti europee. Diciamo che i cavalli dei Gonzaga di allora, si potrebbero definire le automobili Ferrari di adesso!!

Ma è grazie a Federico II, figlio di Isabella d’Este e Francesco Gonzaga, che il palazzo fu costruito così come è adesso; l incarico fu dato al grande Giulio Romano che si occupò di ogni cosa, dalla realizzazione del palazzo , sino ai suppellettili,  gli  oggetti di arredamento e di uso quotidiano ( come i servizi dei piatti) che riportavano la sua firma. Il palazzo Te, fu costruito come luogo di “villeggiatura” e di ozio personale del Marchese, che qui soggiornava con la sua amante Isabella Boschetto, lontano dalla moglie e dalla città di Mantova. All’ epoca era normale avere una moglie ufficiale, spesso sposata senza amore, ma per dovere politico, e un’amante principale. Non mancò tuttavia di farne del palazzo anche un luogo privilegiato per l’accoglienza degli ospiti illustri, come l’imperatore Carlo V che venne qui in visita per ben 2 volte!

La pianta del palazzo riprende un po’ la struttura della Domus Romana, con una corte quadrata intorno alla quale si dispongono i quattro principali appartamenti: il primo quello di Isabella, il secondo quello di Federico, il terzo dedicato per la rappresentanza e l’ultimo per la servitù. All’ interno ci sono anche dei bellissimi giardini, con un piccolo appartamento del giardino segreto (non visitabile) che Federico soleva usare, quando si voleva un po’ estraniare dagli affari, e rilassarsi in completa solitudine.

Palazzo Te, la Camera delle Imprese

Palazzo Te, la Camera delle Imprese

Nella visita al Palazzo noterete anche delle piccole imperfezioni e errori che i collaboratoti di Giulio Romano fecero, lavorando sugli schizzi e i disegni suoi: questi errori sono ancora visibili con un occhio attento nella prima stanza, ovvero la Camera delle Imprese ( la camera in cui si vantano le “imprese” dei Gonzaga).Le decorazioni in tutte le stanze del Palazzo partano da metà parete, perché il resto era di solito coperto da splendidi arazzi, e il marmo in realtà era dipinto, perché procurarselo a Mantova era molto oneroso  e laborioso, così si scelse appunto pitturarlo di sulle pareti. Nella Camera delle Imprese, noterete nelle decorazioni di fino marmo dei cerchi neri, accanto ci sono ancora gli sbagli fatti dai collaboratori ai tempi di Giulio Romano.

In tutto il Palazzo inoltre trionfa l’ amore passionale di Federico per Isabella da uomo focoso che egli era; (morì infatti molto giovane a circa 40 anni per sifilide).In ogni stanza sono raffigurati gli stemmi di entrambi , ovvero lo stemma di Federico  spesso raffigurato con il Monte Olimpo per la  fedeltà a Carlo V  Imperatore visto come Giove, e la Salamandra ( stemma di Isabella), ovvero la passione amorosa di Federico in contrasto con la salamandra (Isabella) animale a sangue freddo che sopporta il fuoco senza conseguenze.

Le stanze degne di nota nella visita al Palazzo sono sicuramente la Sala dei Cavalli considerata l’unica sala della villa sia per le dimensioni che per la funzione di spazio pubblico per eccellenza. Qui vi si svolgevano le famose feste e  i balli, come quello che vide protagonista l’imperatore Carlo V nella sua visita a Mantova nel 1530.

Palazzo Te, la Sala dei Cavalli

Palazzo Te, la Sala dei Cavalli

La sala prende il nome dai protagonisti della decorazione pittorica: gli amati cavalli delle scuderie gonzaghesche. Sono raffigurati a grandezza naturale, su uno sfondo di paesaggi lontani, con ancora il proprio nome scritto sotto. Si vede nella veridicità del ritratto anche la cura con cui questi animali venivano trattati e allevati; i cavalli bianchi, venivano acconciati e tinte le code con una tintura rossastra simile all’ Hennè, per valorizzarne il colore !

Federico, così come il padre e i suoi avi, li allevava nelle celebri scuderie di famiglia. Essi erano il dono più pregiato che si potesse fare ad un amico, come Giulio Romano, o a un sovrano, come l’imperatore Carlo V. Non è un caso dunque che i cavalli siano protagonisti della stanza di rappresentanza della villa.

La Camera di Amore e Psiche si tratta dell’ambiente più sontuoso del palazzo, destinato ad accogliere solamente gli ospiti più illustri e selezionati per banchetti e cene.La camera prende il nome dalla storia di Amore e Psiche, dipinta sulla volta e nelle lunette.

Palazzo Te, la Camera di Psiche e Amore

Palazzo Te, la Camera di Psiche e Amore

Il tema centrale dell’intera decorazione è Amore: divinità “mostruosa”, il più potente tra tutti gli dei, temuto dallo stesso Giove, al quale nessuno può sottrarsi.Sulle pareti sono dipinte altre favole mitologiche, che narrano di amori contrastati, clandestini, tragici, non corrisposti. Ma è sulle pareti sud e ovest che si viene catturati dal sontuoso banchetto al quale partecipano gli dei. Protagonisti dell’evento Amore e Psiche, sdraiati sul klìne e tra loro la figlia, Voluttà

Si pensa che ci sia una stretta connessione fra tutti gli episodi della decorazione pittorica e la vicenda personale di Federico; Psiche, fu contrastata dalla madre del dio Amore, Venere, e anche Federico nel suo amore per Isabella Boschetti, fu avversato da sua  madre Isabella D’Este.

La Camera dei Giganti è l’ambiente forse più famoso e stupefacente di Palazzo Te. Costituisce un vero e proprio unicum nella storia dell’arte moderna, poiché Giulio Romano vi propone una sperimentazione pittorica originale e ineguagliata per secoli.Si viene come sommersi nella pittura stessa in quanto si è volutamente dissimilato i limiti architettonici, senza soluzione di continuità su pareti e volta e, in origine, coinvolgeva anche il pavimento. Vasari infatti ci informa che questo era in forma concava formato da ciottoli di fiume che proseguivano, dipinti, alla base delle pareti

Palazzo Te, la Camera dei Giganti

Palazzo Te, la Camera dei Giganti

La vicenda che viene messa in scena è quella della Caduta dei Giganti; abitanti della terra scellerati e presuntuosi, i Giganti volevano sostituirsi agli dei. Per fare ciò tentarono di conquistare il monte Olimpo accostando tra di loro i monti Pelio e Ossa e iniziarono a scalarli. Giove il re degli Dei punì i Giganti scatenando contro di loro la furia degli elementi e colpendoli con i fulmini infallibili, aiutato da Giunone. Federico con questa stanza voleva rafforzare sempre di più il legame di fedeltà che lo legava all’Imperatore Carlo V (in questo caso Giove), e far vedere che fine potevano fare chi lo tradiva (i Giganti).

Pensate che pochi eletti venivano invitati a entrare in questa stanza, e quando succedeva c’era una vera e propria cerimonia a cui potevano assistere: innanzitutto era tutto al buio, e gli ospiti venivano fatti entrare al centro del pavimento concavo, che dava ancora più la sensazione di sprofondare al cospetto del Grande Giove; e ai lati della stanza  dei servitori a intervalli regolari accendevano e spengevano una fiamma, oppure battevano del ferro, in modo da simulare i fulmini e le saette di Giove!!Doveva essere tutto molto suggestivo e teatrale!!

Palazzo Te, la Camera dei Giganti

Palazzo Te, la Camera dei Giganti

Ai piani superiori si può vedere La raccolta egizia “Giuseppe Acerbi” esposta permanentemente a Palazzo Te, e che si compone di oltre 500 pezzi raccolti da Giuseppe Acerbi, illustre mantovano, che  dal 1826 al 1834 ricoprì il ruolo di Console Generale d’Austria in Egitto.

I reperti raccolti sono tanti tra cui sono particolarmente degni di nota la grande testa bronzea della regina Arsinoe, gli amuleti raffiguranti animali e divinità, gli shuebte, statuette che fungevano da sostituto al defunto per i lavori da compiere nel regno dei morti come servitori, i vasi canopi di alabastro e una statua di gatto in bronzo, tra i più grandi e meglio proporzionati che si conoscano. Inoltre un pezzo del copricapo della statua gemella di Ramses II da giovane, che si trova al Museo Egizio di Torino!

Siamo rimasti letteralmente estasiasti dalla visita a questo Palazzo,e una piacevole sorpresa per me, vedere anche la collezione egizia! Considerate una durata di circa 2 ore e mezzo, per poterne godere appieno!

Alla prossima per il racconto di un ‘altra visita importante a Mantova……. Andremo insieme al Palazzo Ducale!!

Elisa

www.girandolina.it

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