Girandolina in Provenza: una giornata fra Montecarlo e dintorni

Una giornata in auto fra Montecarlo e La Turbie

LA TURBIE

Panorama di Montecarlo dal villaggio La Turbie

Panorama di Montecarlo dal villaggio La Turbie

Ripartiamo da Nizza, direzione l’ incantevole Villaggio La Turbie, con destinazione finale Montecarlo.

Decidiamo di fermarsi alla Turbie, perché  da questo bel  villaggio,  che si raggiunge seguendo la Grande Corniche , ( la strada panoramica a strapiombo, diventata tristemente famosa, per la morte  a una delle sue curve dell’ indimenticata Grace Kelly)si  ha una stupenda visuale, della città di Montecarlo sottostante.

Il Trophèe des Alpes - La Turbie- Montecarlo

Il Trophèe des Alpes – La Turbie- Montecarlo

La principale attrattiva di La Turbie, oltre appunto al panorama, è il Trophèe des Alpes, l’ imponente monumento romano in pietra bianca  locale, che un tempo segnava il confine tra l’ Italia e la Gallia. Eretto nel 6 a. c. per volere del Senato Romano, commemora la vittoria di Augusto sulle tribù ligure, ribelli a Roma.E’ uno dei monumenti più antichi romani in Francia. Negli anni a seguire, poi è stato distrutto ricostruito, e adesso dopo un restauro è aperto al pubblico. Ma controllate gli orari di ingresso!

Noi arriviamo al Villaggio, sull ‘ora di pranzo, e pranziamo proprio sulla terrazza panoramica, in perfetta solitudine e pace, e sempre da soli passeggiamo per questo bel paese, celebrato anche da Dante in alcuni versi della  sua Divina Commedia…

Secondo me   una sosta qui, merita davvero!!

Nel frattempo il mio piede, mi faceva ancora un male cane…., ma  ero  speranzosa, che averlo stretto e fasciato con un bel calzino di spugna, e strinto nelle mie scarpe da ginnastica, facesse un po’ da scarpone da gesso, e che mi immobilizzasse un po’ il piede…

MONTECARLO

Montecarlo

Montecarlo

Arriviamo a Montecarlo in macchina, del tutto impreparati e spaesati, le intricate stradine uno letteralmente sopra l’ altra, e il caos del traffico e dei grattacieli, uno attaccato all ‘altro, ci rendono nervosi, e soprattutto lo è Alessio, quando anche il  nostro navigatore satellitare, che fino a quel momento ,era stato di grosso aiuto, inizia a sbarellare, dandoci una dopo l’altra le indicazioni sbagliate!! Alchè  appena troviamo un parcheggio, lasciamo lì la nostra macchina, decisi che visitare la città a piedi sia la scelta giusta!

Dopo aver camminato un po’ in tondo, troviamo l’ ufficio turistico di Montecarlo , che molto gentilmente ci offre la cartina della città e delle dritte giuste per  poterla visitare ( molto gentili, nonostante sia stato l’ unico ufficio turistico, a non spedirmi la mappa a casa!)

Un po’ aggrappata a Alessio, zoppicando, riusciamo ad arrivare alla fermata dell ‘autobus più vicino e compriamo il biglietto dei trasporti giornaliero a 5 euro a testa, sicuramente più conveniente, dal momento che una singola corsa costa 2 euro!

Il Castello del Principato di Monaco

Il Castello del Principato di Monaco

Arriviamo alla cima della collina dove si trova  il Palazzo dei Principi Grimaldi, la Famiglia la cui dinastia, regna sul Principato di Monaco, da secoli; e  decidiamo di andare a visitare l’ interno del Castello ( tutt’ora abitato dalla famiglia), e sede del governo monegasco. Il costo del biglietto è 8 euro a testa. Questo palazzo è sorvegliato  dai cannoni donati da Luigi XVI, e da varie sentinelle, che  si danno il cambio alle 11:55 di ogni giorno.

Dopo il Vaticano,  Monaco è lo stato sovrano più piccolo del mondo, con una superficie totale di 1,95 kmq. I suoi fortunati abitanti, dei quali solo il 20 % è cittadino monegasco, non pagano le tasse, e hanno il reddito pro capite, più altro della Terra.

Le tombe dei Reali nella Cattedrale

Le tombe dei Reali nella Cattedrale

Ammiriamo il panorama della città sottostante, notando come appunto in così pochi km quadrati, l’ idea di insieme che dà questa città, sia di un sovraffollamento di palazzi, grattacieli, e hotel… inoltre la mancanza di una spiaggia , per i “ comuni mortali”, sinceramente la rende a i miei occhi ancora più antipatica…..La sua “ bellezza”, infatti secondo me, è data solo dalla presenza del jet set internazionale, e dai pettegolezzi e i gossip, che da sempre circondano la famiglia regnante, di cui le Principesse ne sono l’ esempio lampante, con la loro vita, non proprio irreprensibile!

Visitiamo anche la Cattedrale, ( entrata gratuita), dove sono sepolti il Principe Ranieri e la sua compianta moglie, la Principessa Grace.

Riprendiamo l’ autobus e  ci fermiamo al secondo simbolo di Montecarlo,  il Casinò , senza farsi mancare di passare lungo la curva  tornantino Grand Hotel Hairpin , del  circuito di Monte Carlo , che fa parte del tracciato cittadino sulle strade del Principato di Monaco, su cui si svolge l’annuale Gran Premio di Monaco di Formula 1, di solito nel mese di maggio.

Il Casinò di Montecarlo

Il Casinò di Montecarlo

Il Casinò   in vago stile Belle Epoque, è una tappa  d’ obbligo nella visita a Monaco, soprattutto per poter ammirare le favolose auto lussuosissime, che vi sono parcheggiate davanti, ( Ferrari ,Maserati ,Bugatti!), e che solerti parcheggiatori, sorvegliano tutto il giorno. Per poter entrare nelle sue sale, si deve pagare un biglietto di 20 euro, e noi gentilmente decliniamo l’ invito….

Inizia a piovere, e sinceramente il dolore al piede, aumenta ogni minuto di più, così  una pioggia, scrociante ci accompagna verso il nostro ritorno a casa, in Italia, più precisamente verso la Versilia, a Marina di Massa, dove i genitori di Alessio hanno una casa, e dove speriamo di passare la nostra vera vacanza rilassante…

Ma questa è un ‘ altra storia!!

E il mio piede vi starete chiedendo??

Girandolina e il tramonto in Versilia

Girandolina e il tramonto in Versilia

Purtroppo nonostante le mie speranze, avevo il mignolo del piede sinistro rotto, come mi ha confermato  poi un dottore; la rottura del mignolo del piede, non comporta una fasciatura particolare ( ovvero non si ingessa il piede),ma si  fa, solo in casi particolari, in cui il mignolo nella rottura si sia storto..

Menomale nel mio caso non era successo… E così ho dovuto passare i successivi 2 mesi, camminando zoppicando, e dovendo rinunciare DEL TUTTO, ai miei amati tacchi 12.

Che dire, anche questo sarà un ricordo, forse non proprio bello del nostro #girandolinainprovenza!

Spero di esservi stata utile!!

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Alla prossima

Elisa

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